Alberto Angela è la dimostrazione che i social sono amici della qualità

Sabato sera. Prima serata. Gli spettatori televisivi non sono solitamente molti, la gente preferisce uscire, approfittando del fine settimana. Se si opta per stare a casa si è soliti sintonizzare l’apparecchio televisivo su un programma divertente, rilassante o uno spettacolo, insomma, si sceglie l’intrattenimento.

Ma Alberto Angela con il suo programma Ulisse è riuscito ad incollare allo schermo quasi 4 milioni di telespettatori in un mite sabato sera di ottobre: un risultato notevole! Se ci aggiungiamo che l’argomento di sabato 13 ottobre non erano dei teneri cuccioli di capriolo o le bellezze inarrivabili della nostra Italia, ma si parlava del rastrellamento del ghetto di Roma nel 1943 (non proprio un argomento da serata al pub con gli amici), il risultato è sicuramente impressionante! Quali sono le ragioni di questo successo?

Sicuramente Ulisse è un programma di qualità e Alberto Angela è un perfetto divulgatore, ma gli ascolti (record per questa tipologia di TV) si devono anche all’esplosione del fenomeno social che lo riguarda.

Da più di un anno infatti Angela Junior è al centro dell’attenzione dei social media. Pagine facebook e gruppi privati spuntano come funghi per celebrare le doti intellettuali (e non) del più popolare conduttore televisivo del momento.

Rimanere a casa il sabato sera per guardare Ulisse con Alberto Angela è un esempio di questo fenomeno, dove il personaggio viene paragonato addirittura al campione Cristiano Ronaldo:

La fanpage ufficiale del conduttore televisivo conta circa 870.000 like, più di quelli della pagina di un programma come il Festival di Sanremo.

Ma cosa fa il figlio del celebre Piero Angela per alimentare questo successo di pubblico? Nulla più che il suo lavoro, in modo eccelso, questo va detto. La sua fama social ha preso il volo un po’ per caso e lui non ha fatto altro che cavalcare l’onda nel modo giusto, senza strafare o concentrarsi solo sul web, anzi; ha continuato a ideare e condurre i suoi documentari con la solita minuziosità ed enfasi narrativa.

Social e televisione sono due canali indipendenti e il successo su uno non sempre equivale a un buon risultato sull’altro. Se Ulisse non fosse un programma fatto bene, resterebbero famosi solo i meme su Alberto Angela e non il programma stesso. I curiosi si annoierebbero dopo i primi due minuti di trasmissione se non ne valesse la pena e continuerebbero solo a commentare il suo aspetto fisico.

Allora, qual è la morale della favola Alberto Angela che quasi eguaglia i risultati portati a casa da Maria de Filippi con il ben più leggero Tu sì que vales? Che i social sono un ottimo strumento di marketing e di reputation, che vanno sfruttati anche se non fanno direttamente parte del nostro mestiere perché possono portare un ritorno positivo proprio al nostro lavoro, ma solo se continuiamo a farlo bene.