Il marketing deve sposare tutti i metodi di digital payment

Viviamo in un’epoca rapida, dinamica, distratta. La nostra attenzione dura sempre meno, come dichiarano allarmati studiosi e scienziati ogni giorno. Con un’attenzione “volatile” come quella del 2019, chi vende deve puntare molto sul acquisto impulsivo: vedo→ clicco→ compro e poi chi ci pensa più. Cosa può fare il marketing insieme alla tecnologia per spingere su questo versante?  La parola d’ordine è digital payment.

C’è chi ha già puntato tanto sull’innovazione dei pagamenti, a partire dalle banche, chiaramente.  Banca Intesa Sanpaolo è capofila con 11,9 milioni di clienti di cui 8 milioni sono clienti multicanale; il colosso bancario sta puntando in modo massiccio sulla digital transformation e su un pubblico sempre più giovane, per la precisione parliamo di un piano d’impresa 2018-2021 che prevede circa 2,8 miliardi di euro di investimenti proprio per l’innovazione digitale. Un esempio di pagamenti senza troppo pensieri sono i jiffy pay, oggi Bancomat pay, un servizio che permette l’invio immediato di piccole somme di denaro a un contatto della rubrica mediante l’app. Il trend sui digital payments infatti mostra un vertiginoso aumento della transazioni, ma si tratta perlopiù di piccole cifre.

Allora come si può muovere invece il marketing per sfruttare a suo favore un mercato di clienti sempre più impulsivi e distratti?

Innanzitutto occorre puntare su campagne studiate ad hoc per il mobile, perché come abbiamo accennato è lì che muove il nuovo mercato. I primi step è quello di esserci: non solo siti responsive, ma anche app dedicate se si ha un numero di potenziali utenti che giustifichi l’investimento. Sfruttare i social, chiaramente, concentrandosi sulla loro visualizzazione mobile infine rendere rapidissimo il passaggio tra presentazione prodotto/servizio e pagamento effettivo. Perché come dicevamo, l’acquisto è compulsivo e se il percorso tra incuriosire e transazione fosse troppo lungo, l’utente potrebbe essere distratto da 10 altre notifiche nel frattempo! Ma soprattutto il marketing non perde la sua natura, a prescindere dalla piattaforma che sfrutta.Quindi la cosa più importante è profilare e studiare le abitudini dei propri potenziali clienti.  

Ma anche i negozi fisici possono beneficiare dell’innovazione digitale che ha coinvolto il mondo dei pagamenti. Per loro si tratta di un’arma a doppio taglio, se non stanno al passo con i tempi rischiano di essere tagliati fuori, ma se riescono ad attrezzarsi possono fidelizzare e invogliare i clienti a spendere. Satispay è la risorsa più sfruttata per facilitare i pagamenti. L’app infatti consente di effettuare tramite smartphone pagamenti verso negozi o altri utenti, per un massimo di 200 euro a settimana. I contanti sono una specie in via di estinzione, soprattutto per alcune fasce d’età. I negozi che faticano addirittura ad attivare i pagamenti POS più tradizionali, nonostante gli esercenti siano obbligati per legge ad attrezzarsi per i pagamenti tramite bancomat, sono direi spacciati.

La direzione è quella di andare verso le operazioni meno tangibili, seppure perfettamente tracciabili. La sensazione di “aprire il portafogli” è sempre più pesante, molto più leggera è la sensazione di un click per ottenere, invece un bene tangibile in cambio. Anche in ambito Finance, a farla da vincitrice è la cosiddetta “experience” che deve essere positiva e incoraggiante, verso le prossime spese a cuor leggero!

Nei prossimi giorni però vi racconteremo i dettagli di quelli che sono i principali strumenti di digital payment analizzando al meglio pro e contro delle varie soluzioni.