Nel 2018 il calendario aziendale è ancora un valido gadget (?)

Nel 2018 come nel 2060 ci sentiamo di dire.

Oggi che è tutto digital & social, forse sarete stupiti di sapere che uno dei gadget ancora tra i più richiesti è il classico calendarietto da ufficio. Sì, quello aziendale con il logo e i contatti per intenderci. Perché?

Di motivazioni che sono alla base della resilienza alla digital revolution potremmo trovarne a bizzeffe. Iniziamo a parlare della nostra passione, particolarmente italiana, per i “feticci”. Tutto ciò che è tangibile ha in qualche modo un valore maggiore per chi lo riceve. Poco importa se su Google Calendar puoi fare una serie di azioni che sulla carta, ahimè, te le scordi, tipo sincronizzare il calendario con le tue app lavorative o visualizzare simultaneamente i tuoi impegni e quello di uno specifico gruppo di contatti (colleghi, famigliari, ecc.). Ma vuoi mettere tutto ciò con la possibilità dello scarabocchio libero e creativo che il cartaceo ti da?

La verità è che siamo ancora troppo attaccati alla fisicità delle cose, perché tutti coloro che sono nati fino ancora ai primi anni ’90 hanno una forma mentis che è legata ad essa.

Questo ci pone davanti a una sfida che sa di retrò. Il design del calendario.

Siamo una web agency e i nostri grafici sono quotidianamente indaffarati con layout web da far quadrare in CSS, HTML e così via. Non che sia facile, ma al massimo li sentiamo discutere con il programmatore su come fare questo o quello, come far risaltare meglio la loro idea che non sempre è applicabile al 100% in programmazione.

Ma il cartaceo è tutto un altro universo. Qui non basta scrivere una riga di codice che ordini al testo di allinearsi fedelmente a questo o a quell’oggetto o che lo formatti sempre uguale a se stesso, preciso, pulito. Quando si lavora per la carta, bisogna fare attenzione all’impaginazione per lo stampatore, oltre che immaginarsi come sarà invece una volta realizzato. Capovolgere, girare le pagine, pensare ad abbondaggi e allineamenti, disporre i segni di taglio. Insomma bisogna fare attenzione a tutto. Ricordarsi, ad esempio, che è necessario lavorare in quadricromia (CMYK) altrimenti i colori stampati rischiano di essere deludenti rispetto all’anteprima digitale!

Tutto questo non significa che nel web ci si possa permettere di essere meno precisi, ma se qualcosa non funziona è il sistema stesso a segnalarlo, a non funzionare, a creare un bug che andrà quindi corretto e si fa (quasi) sempre a tempo.

La carta è one-shot o la va o la strappa (il cliente). Un errore stupido come uno spazio al posto sbagliato che disallinea due pagine affiancate, può rovinare il lavoro intero e renderlo inutilizzabile.

Noi siamo sempre schierati dalla parte del web perché apre infinite possibilità, anche e soprattutto alla creatività e a una grafica immersiva che può offrire molto più di quanto non possa fare la carta stampata. Ma sappiamo che per andare lontano bisogna partire dall’origine e padroneggiare gli strumenti antenati del web per prenderne il buono e fare qualcosa di grande con lo stile dei migliori prodotti stampati e gli strumenti più avanzati del web development!