Google sorpassa Facebook, con il tifo della stampa

Qualche giorno fa, in uno dei tanti gruppi di discussione mi sono trovato di fronte a un commento in merito alla “stampa”, da parte di un imprenditore abbastanza importante, che mi ha lasciato sorpreso: “Quello lì è un giornalista: trattatelo bene perché ha in mano l’informazione e l’informazione, si sa, è potere”.

Nelle scorse settimane abbiamo anche parlato di come Facebook stia passando un periodo complesso, tra l’accusa di essere il principale diffusore di fake news nel mondo e alcune nuove ricostruzioni sui motivi del cambio di algoritmo effettuato da Zuckerberg negli ultimi mesi. Inutile dire che le ricostruzioni provengono dal mondo della stampa ed è ormai abbastanza risaputo che tra Facebook e la stampa non corra assolutamente buon sangue.

La stampa, infatti, accusa da mesi la piattaforma social più conosciuta al mondo di essere propagatore di una “verità” differente da quella che da sempre i media classici hanno raccontato al proprio pubblico. L’avvento del social, e quindi l’aver dato a tutti gli utenti il potere di dire la loro con lo stesso grado di “voice”, ha probabilmente creato la bolla di speculazione comunicativa che ci ha raccontato Wired nel suo articolo.

Tutto vero? Probabilmente sì, ma d’altra parte – come abbiamo già detto – Facebook, se usato al massimo delle sue potenzialità di community aggregator & news feeder, ha le carte in regola per diventare un vero e proprio crack in grado di creare e distribuire uno stream di comunicazione differente da quello “ufficiale”.

Ma la terza legge della dinamica ci insegna che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. La decisione che il nuovo goal è “time we all spend on Facebook is time well spent” non è passata del tutto inosservata, e pare non solo nei confronti del mondo dell’informazione.

A quanto pare, anche per Facebook “piove sul bagnato” e dalle ultime statistiche sembra che negli ultimi mesi ci sia stato un sorpasso che ha dell’incredibile.

Google ha infatti rimpiazzato Facebook come top referrer per i publisher.

L’infografica apparsa qualche giorno fa su Statista.com ci mostra come a partire dal 3° trimestre 2017 Google abbia sopravanzato Facebook sia a livello di desktop (e questo lo sapevamo già tutti) sia a livello di mobile, come fonte principale per portare traffico all’interno delle piattaforme di informazione mondiale!

Incredibile.

Facebook Mobile sta velocemente precipitando verso una paradossale disfatta (-32%) nei confronti di Google proprio in una delle aree su cui Zuckerberg aveva maggiormente puntato come driver di affermazione di FB come piattaforma di comunicazione globale: l’informazione.

Sicuramente Facebook non si è fatto molti amici nel mondo dell’informazione globale negli ultimi anni ma pochi potevano prospettare una disfatta di tali dimensioni anche soltanto sei mesi fa (periodo in cui secondo l’infografica di Statista, il sorpasso era già avvenuto). Una disfatta la cui provenienza non deriva dal mondo dell’informazione ma è sancita dagli utenti stessi.

Le statistiche sono come i bikini. Ciò che rivelano è suggestivo, ma ciò che nascondono è più importante, diceva Irving R. Levine, ma in questo caso i numeri ci dicono che dopo essere stata messo al bando dal mondo dell’informazione, anche gli utenti hanno deciso che Facebook non sia più la fonte maggiormente rilevante per trovare nuove notizie all’interno del panorama digitale. Google invece oggi ha oltre il doppio dei click da parte degli utenti verso le principali piattaforme di informazione globale. A quanto pare il “time well spent” non prevede da parte degli utenti la fruizione di contenuti informativi!

Un tradimento da parte dei publisher ci stava ma quello da parte degli utenti, credo che Zuckerberg proprio non se l’aspettasse.

I tecnici oggi parlano delle importanti migliorie che gli Accelerated Mobile Pages di Google possono avere avuto in questa bruciante sconfitta da parte di Facebook ma sinceramente credo che tutti leggendo queste parole possano solamente sentire il rumore di unghie sul vetro!

Facebook ha perso il suo forward momentum non solo nei confronti del mondo dei diversi establishment, ma anche e soprattutto nei confronti dei suoi utenti. Quei miliardi di utenti che ne hanno deciso fino ad oggi la crescita e la sua incredibile fortuna, iniziano a guardarsi attorno alla ricerca di nuove fonti di “ispirazione” e “informazione”.

Come già successo per Apple, anche Facebook è stata risucchiata dal gruppo degli inseguitori? L’azienda che doveva cambiare il mondo del web, è stata cambiata dal web?